Scultura in plexiglass – Gio Schiano – Scultore Italiano

scultura in plexiglass gio schiano Scultura in plexiglass   Gio Schiano   Scultore Italiano

 

 

 

Scultura in plexiglass – Gio Schiano – Scultore Italiano

 

La scultura è stata realizzata nel 2013 da Gio Schiano ed è in tiratura limitata di 50 esemplari, numerati e firmati.

 

 

Optical art Corrente d’arte astratta (comunemente detta op-art, e in Italia anchearte op) sviluppatasi negli USA intorno al 1960, che ha come principale campo di ricerca formale l’illusione ottica e l’impressione plastica del movimento, attraverso il quale stimola il coinvolgimento dell’osservatore nell’opera d’arte. Nata come reazione all’espressionismo astratto, l’o. prende l’avvio dall’astrattismo geometrico e affonda le sue radici nei movimenti europei tra le due guerre, come De Stijl, Cercle et carré, Abstraction-création, e soprattutto si ispira alle esperienze condotte all’interno del Bauhaus, uno dei cui maestri, J. Albers, emigrato negli Stati Uniti, esercitò notevole influenza sui giovani pittori americani con la sua opera, il suo insegnamento, il suo saggio sull’interazione dei colori. Ma chi nella sua ricerca formale ha valorizzato il movimento virtuale di ogni elemento (colore, linea, valore, volume) è stato V. Vasarely, suggerendo con le sue indagini pratiche e teoriche ricerche puramente ottiche sul movimento. A prescindere dal movimento americano che comprende l’Anonima Group (organizzato nel 1960 da E. Benkert, F.R. Hewitt, E. Mieczkowski), M. Levinson, J. Stanczak, si possono riallacciare all’o. in Europa il Gruppo Zero (Germania), il Groupe de recherche d’art visuel (Francia), i gruppi N e T (Italia) e personalità come J.R. Soto e B. Riley.

 

 

Il termine, entrato nel lessico artistico a seguito della mostra “The Responsive Eye”, che raccolse a New York (1965) gli artisti europei impegnati nella ricerca visuale, si riferisce a un vasto arco di ricerche sperimentali sui processi percettivi basate sui fondamenti della Gestalt Psychologie (psicologia della forma), da cui la definizione diArgan “arte gestaltica”. La rassegna newyorkese del 1965 determinò una prevalenza dell’esperienza americana su quelle europee, fino ad assorbire, proprio nell’uso del termine generico di op art, il valore e la misura dell’importante contributo europeo nell’ambito delle varie tendenze dell’arte cinetica, a cui pure appartiene l’attività della corrente op. Quale derivazione del processo di astrazione geometrica, l’op art offre suggestioni visuali del movimento (talora impresso da un apposito meccanismo) attraverso la matematica organizzazione di forme geometriche e combinazioni di colori puri in modo da agire sulla sensibilità psicofisica percettiva (e non sul tradizionale supporto psicologico e culturale) dello spettatore, che viene coinvolto così in un’attiva partecipazione. Una forma d’arte basata quindi sul rapporto puramente visivo, per la quale sono valide anche le denominazioni di arte visuale, arte ottica, ecc., nonché i concetti di “programmazione”, “progettazione”, perché proprio sulla base di queste operazioni si basa la realizzazione formale, grafica e coloristica dell’opera. Nella prospettiva storica le varie tendenze della ricerca visuale muovono da antefatti culturali ben precisi: dal contributo delle avanguardie plastiche russe (costruttivismo) e del cubismo (in particolare quello orfico, con le puntuali esperienze di Robert Delaunay e Sonia Delaunay), alle realizzazioni di Kupka e a quelle del futurismo; dal neoplasticismo di Mondrian alla ricerca olandese della rivista De Stijl, fino agli apporti essenziali maturati nell’ambito del Bauhaus da J. Albers, alle ricerche di Max BillVasarely e Julio Le Parc e B. Munari.

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Scultura in plexiglass – Gio Schiano – Scultore Italiano